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Fabrizio Bartolucci & Fabio Conti

LA FLORA VASCOLARE DELL’APPENNINO CENTRALE

L’area mediterranea è nota, nel suo complesso, per la notevole ricchezza floristica che la contraddistingue e la colloca, insieme con i paesi tropicali, tra le aree con il maggior numero di specie vegetali al mondo. Secondo dati bibliografici piuttosto recenti, si stima che nell’area siano presenti 24.000±600 specie, corrispondenti a 29.700±750 entità (specie e sottospecie) di piante vascolari (Greuter, 1991), dato elevato in considerazione anche del fatto che, a livello mondiale, il numero complessivo di specie vegetali si attesta su valori che variano da 250.000-260.000 (Mabberley, 1997; Thorne, 2002), 300.000-320.000 (Barthlott et al., 1999; Prance et al., 2000), fino a più di 400.000 specie (Govaerts, 2001, 2003; Bramwell, 2002).

La ricchezza floristica dei paesi mediterranei può essere spiegata con la frammentazione (presenza di molte isole e penisole) e con l’eterogeneità del territorio, che causano un considerevole aumento del numero di endemiti locali e regionali che a larga scala influenzano quindi la ricchezza floristica (Greuter, 1991).

L’analisi distributiva delle entità endemiche è perciò di fondamentale importanza fitogeografica e conservazionistica ed è basilare ai fini di un’attenta e corretta pianificazione ambientale. Per quanto riguarda l’Italia le endemiche risultano essere 1.058, secondo i dati pubblicati in Conti et al., 2007 e corrisponderebbero perciò al 13,73% della flora nazionale. Per quanto concerne invece l’Appennino centrale, da un’analisi relativa esclusivamente alla fascia al di sopra del limite del bosco, sono state censite 515 entità di cui il 13,2% è costituito da endemiche (Conti, 2004), dato che conferma sostanzialmente la percentuale del 13% già indicata da Favarger (1972, 1986).

Valori simili, ma relativi a superfici molto più estese, sono stati riscontrati per i Pirenei (14%), per i Carpazi (12%) e per le Alpi occidentali (13%); le Alpi orientali, con il 18%, appaiono più ricche.

Valori nettamente più alti sono stati rilevati per le montagne più meridionali quali quelle della Grecia (dal 24,1% della Grecia centro-orientale al 38% del Peloponneso) o del Sistema Betico (36%). Questi dati, sebbene non aggiornati (Favarger, 1972), sono confrontabili perché hanno il pregio di derivare da un’unica fonte.

L’elevata percentuale registrata per i gruppi montuosi più spiccatamente mediterranei può essere attribuita principalmente al loro isolamento. L’Appennino, invece, avendo il suo asse di sviluppo prevalentemente in direzione nord-sud, ha favorito lo scambio delle flore e quindi, se da un lato presenta minori percentuali di endemiti, possiede però anche una più elevata ricchezza floristica. Tuttavia bisogna tener presente che il numero di endemiche è certamente destinato ad aumentare con il progredire delle conoscenze tassonomiche e sistematiche; a titolo d’esempio citiamo il notevole incremento registrato negli ultimi anni per l’Appennino centrale: 197 endemiche italiane, 63 endemiche dell’Appennino centrale (Conti et al., 2007) mentre ad oggi si contano 232 endemiche italiane, 87 endemiche dell’Appennino centrale (Tab.1).

L’area di studio considerata per redarre l’elenco della Flora dell’Appennino centrale interessa le regioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise ed include i seguenti rilievi montuosi tra Bocca Trabaria (Umbria-Marche) e Bocca di Forlì (Abruzzo-Molise): Monte Nerone, catena del Monte Catria, catena del M. S. Vicino, Monte Subasio, Monte Cetona, Monte Rufeno, Monti Sibillini, Monti della Laga, Monti Gemelli, catena del Gran Sasso, Monti Reatini, Monti Sabini, Monti Carseolani, Monti della Duchessa, Massiccio Sirente-Velino-Ocre, Monti della Marsica, Monti Simbruini, Monti Ruffi, Monti Prenestini, Monte Scalambra, Monti Cornicolani, Monti Lucretili, Monti Ernici, Massiccio della Majella, Monte Morrone, Monti Pizzi-Secine, Monti Frentani, Mainarde e Monte Cairo.

L’elenco floristico è costituito da 3284 entità di cui 222 alloctone.

Per ciascuna entità sono riportati il binomio latino aggiornato, i sinonimi, la famiglia (Nickrent et al., 2010; Peruzzi, 2010; Smith et al., 2010) e la distribuzione nazionale divisa per regioni amministrative seguendo lo schema proposto in Conti et al. (2005)

(VDA=Valle d’Aosta, PIE=Piemonte, LOM=Lombardia, TAA=Trentino-Alto Adige, VEN=Veneto, FVG=Friuli-Venezia Giulia, LIG=Liguria, EMR=Emilia Romagna, TOS=Toscana, MAR=Marche, UMB=Umbria, LAZ=Lazio, ABR=Abruzzo, MOL=Molise, CAM=Campania, PUG=Puglia, BAS=Basilicata, CAL=Calabria, SIC=Sicilia, SAR=Sardegna).

Le sigle usate sono: P (presente); D (dubbia); NC (non confermata); NP (indicata per errore); A (entità alloctona: naturalizzata, invasiva, localmente invasiva); A CAS (entità alloctona casuale).

BIBLIOGRAFIA

BARTHLOTT W., BIEDINGER N., BRAUN G., FEIG F., KIER G., MUTKE J. 1999 - Terminological and methodological aspects of the mapping and analysis of the global biodiversity. Acta Bot. Fennica, 162: 103-110.

BRAMWELL D. 2002 - How many plant species are there? Plant Talk, 28: 32-34.

CONTI F. 2004 - La flora ipsofila dell’Appennino centrale: ricchezza ed endemiti. Inform. Bot. Ital., 35 (2) (2003): 383-386.

CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C. (eds.), 2005 - An annotated checklist of the Italian vascular flora. Palombi Editori, Roma. 420 pp.

CONTI F., MANZI A., PEDROTTI F. 1997 - Liste Rosse Regionali delle Piante d’Italia. WWF Italia, Società Botanica Italiana, Università di Camerino, Camerino.

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FAVARGER C. 1972 - Endemism in the Montane Floras of Europe. In: D. H. Valentine (ed.), Taxonomy, Phytogeography and Evolution. Academic Press, London and New York: 191-204.

FAVARGER C. 1986 - Endémisme, biosystématique et conservation du patrimoin génétique. Atti Ist. Bot. Lab. Critt., 5: 5-14.

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GOVAERTS R. 2003 - How many species of seed plants are there? A response. Taxon, 52: 583-584.

GREUTER W. 1991 - Botanical diversity, endemism, rarity, and extinction in the Mediterranean area: an analysis based on the published volumes of Med-Checklist. Bot. Chron., 10: 63-79.

MABBERLEY D.J. 1997 - The Plant-Book: A Portable Dictionary of the Vascular Plants. 2nd ed., Cambridge Univ. Press, Cambridge.

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SMITH A.R., PRYER K.M., SCHUETTPELZ E., KORALL P., SCHNEIDER H., WOLF P.G., 2006 - A classification for extant ferns. Taxon 55 (3): 705–731.

THORNE R.F. 2002 - How many species of seed plants are there? Taxon, 51: 511-522.

come citare questo lavoro: Bartolucci F., Conti F., 2010 - La flora vascolare dell’Appennino centrale.

 http://scienzeambientali.unicam.it/crfa/flora1.asp

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